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Parchi Americani (dell’ovest): quando andare?

Parchi americani: quando andare
Una delle vedute classiche che incontrerete durante il vostro viaggio attraverso i parchi USA



I Grandi Parchi Nazionali Americani sono come un grande museo a cielo aperto, dove tutti possono godere dei magnifici paesaggi e assaporare lo spirito del posto. C’è chi si fermerà solo per scattare una foto o per fare una breve passeggiata, chi deciderà di arrampicarsi sui vertiginosi canyon, chi vorrà provare l’ebrezza di pernottare accanto al fiume Colorado e chi, ancora, si dedicherà ad attività sportive anche estreme. Chi varca la soglia dei parchi USA, verrà accolto da una flora ed una fauna ricchissime che renderanno la visita ancora più indimenticabile.

Nella maggior parte dei casi, soprattutto per quanto riguarda i turisti che provengono dall’estero, si cerca sempre di organizzare una vacanza che premetta di vedere più parchi possibili: fortunatamente nel giro di pochi chilometri (in America le distanze sono talmente ampie che anche 500 Km sono pochi!) si riescono a visitare diversi parchi, molti dei quali concentrati nella zona ovest degli USA. E’ proprio di questa zona che oggi ci occupiamo: che ne dite, non risulterebbe sconveniente organizzare un viaggio del genere, per poi ritrovarsi in auto con la pioggia incessante che non vi permette di uscire dall’abitacolo?

Allora, onde evitare spiacevoli inconvenienti, andiamo a vedere qual’è il momento migliore per visitare i Parchi della zona ovest degli Stati Uniti: il Gran Canyon, Bryce Canyon, Zion Canyon, Canyonlands, Arches Park, il Gran Teton, Yellowstone, il Joshua Tree, il Sequoia e lo Yosemite, solo per citarne alcuni, vi aspettano!

Quando andare nel West USA

E’ impossibile generalizzare descrivendo una sola zona climatica: per questo motivo abbiamo deciso di suddividerla in tre micro zone: quella delle Rocky Mountain, coincidente con gli stati del Wyoming, del Montana, del Colorado e dell’Idaho, quella del Sudovest dove si trovano i parchi più famosi sparsi tra gli stati del Nevada, Arizona, New Mexico e Utah, ed infine nella zona della California, coincidente con il solo stato della California.

Il clima nelle Rocky Mountain

Questa zona è protetta dalle correnti provenienti dall’Oceano e dall’interno del Paese, da due grandi catene montuose che, per questo, influiscono sul clima: all’interno di tale area si trova un esteso altopiano che comprende diversi parchi nazionali.

Parchi americani: quando andare
Una delle vedute classiche che incontrerete durante il vostro viaggio attraverso i parchi USA

In questo contesto il clima è di tipo continentale-arido, caratterizzato da forti escursioni termiche tra il giorno e la notte e tra l’inverno e l’estate. In linea generale, le precipitazioni non sono mai abbondanti e sono concentrate soprattutto nel periodo invernale che comincia, di solito, alla fine del mese di novembre.

Le temperature e le precipitazioni cambiano molto da una città all’altra: ad esempio, quelle che si trovano ad oltre 2.000 metri di altitudine sono interessate da intense nevicate invernali, soprattutto nei mesi tra febbraio e marzo, mentre quelle che si trovano a quote più basse, sono caratterizzate da scarse precipitazioni e temperature più elevate. In media, nelle cittadine del Montana e dell’alto Wyoming, si passa da temperature inferiori agli zero gradi in inverno, fino ad oltre 25°C in estate.

Soprattutto in montagna, a prescindere dalla stagione, le condizioni climatiche sono molto variabili: per eventuali visite a parchi nel nord degli USA, partite attrezzati anche in estate, visto che il tempo potrebbe cambiare improvvisamente.

Il clima del Sudovest

A sud del Paese, il clima diventa molto più arido, vista anche la vicinanza di quattro grandi regioni desertiche. In estate le temperature sono molto elevate con picchi superiori ai 30°C: anche se si tratta di un caldo secco, con una scarsa percentuale di umidità, le giornate sono comunque molto opprimenti. Si registra un deciso abbassamento della temperatura durante la notte, seppur molto minore rispetto al clima delle Rocky Mountain.

Temperature molto diverse si riscontrano, ad esempio, tra le cittadine di Reno e Las Vegas: la prima caratterizzata da una forte escursione termica, mentre la seconda con temperature costanti ed elevate, per quasi tutto l’arco dell’anno. Una caratteristica estiva sono i temporali improvvisi che possono scoppiare da un momento all’altro: sempre bene evitare di montare una tenda vicino al letto di un fiume, visto che potrebbe ingrossare in pochi minuti a causa della pioggia intensa.

In inverno le temperature non scendono mai sotto gli zero gradi e le precipitazioni sono abbastanza scarse, mentre in primavera e in autunno, il clima è caratterizzato da temperature costanti, intorno ai 20° C di media e da un’aria piacevole e mite.

La California

Da nord a sud il clima cambia decisamente: nei pressi di Seattle, gli inverni sono lunghi, piovosi e con temperature intorno ai 5°C, mentre a Los Angeles, la colonnina di mercurio non scende mai sotto i 10°C anche in pieno inverno. In generale, la costa è fortemente mitigata dalle correnti provenienti dal mare che rendono il clima mite e temperato. Solo raramente, le correnti provenienti dal nord dell’Alaska, riducono fortemente le temperature, ma di solito accade soltanto in inverno e solo nella parte nord della California. Attenzione comunque all’estate a San Francisco: può essere sorprendentemente fresca!

Sia a San Francisco che a Los Angeles, le giornate sono comunque soleggiate per quasi tutto l’anno, anche se si riscontrano un po’ di nubi basse all’orizzonte, verso il mare aperto, soprattutto nei mesi estivi di luglio ed agosto. In queste due città, gli unici momenti di maltempo sono concentrati nei mesi invernali, tra novembre e fine marzo, anche se le giornate di bel tempo prevalgono spesso. Le temperature sono più basse a San Francisco, tra i 10°C in inverno e i 18°C in estate, mentre a Los Angeles si riscontrano temperature oltre i 25°C.

Alta e bassa stagione

Il periodo di alta stagione è quello estivo, che va da giugno (quando chiudono le scuole) fino a fine settembre: in questi mesi, soprattutto per quanto riguarda agosto, conviene prenotare con largo anticipo la sistemazione che preferite, in modo da non avere brutte sorprese una volta sul posto (a meno che non abbiate un buono spirito di adattamento + portafogli capiente). In agosto aumentano anche i prezzi, per calare leggermente verso la seconda metà di settembre, quando il numero dei viaggiatori diminuisce e vengono proposte buone offerte per pernottare nei motel.

La primavera e l’autunno sono periodi intermedi, decisamente i più consigliati per visitare i parchi Usa se non avete problemi di ferie: non incontrerete orde di turisti, i prezzi sono leggermente più bassi e le temperature sono molto piacevoli, lontano dal caldo opprimente di piena estate. Ma fate attenzione, in primavera, alla neve residua sui passi “alpini”.

L’inverno, da fine novembre a fine marzo, coincide con il periodo di bassa stagione. A parte qualche sporadico temporale, le giornate saranno comunque belle e spesso soleggiate, anche se le temperature saranno un po’ più basse. In questo periodo, così come l’autunno e la primavera, non c’è bisogno di prenotare: potrete improvvisare la vostra vacanza di giorno in giorno.

Eventi e festività

Per gli americani ogni occasione è buona per far festa, ma la zona dei Grandi Parchi è veramente poco popolata e difficilmente incontrerete eventi di rilievo. Ciononostante, qualche festicciola di paese in occasioni particolari potrà scapparci, ma non ha senso andarci appositamente: già sono tante le cose da vedere! Si tratta comunque di occasioni da non farsi sfuggire, non tanto per la festa in se’, quanto per poter vedere uno spaccato di vera vita americana del West.

Il discorso è diverso per le città della costa Californiana e tutti i centri più grandi: qui gli eventi estivi impazzano, con feste di ogni tipo. Una su tutte? La pazza fiesta spagnola a Santa Barbara, vicino Los Angeles (in agosto).

Segnatevi poi i giorni di festa nazionale, che sono il Thanksgiving Day (festeggiato l’ultimo giovedì di novembre), il St.Patrick’s Day (coincidente con il 17 marzo), la festa dall’indipendenza (4 luglio), il Memorial Day (29 maggio) e il Labor Day ( 4 settembre). Anche molte minoranze etniche e religiose festeggiano i propri santi e seguono le proprie ricorrenze.


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